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La comunicazione
Qualche anno addietro, la prestigiosa rivista QST, organo dei Radioamatori USA,
pubblicò un singolare sondaggio fatto sugli OM: "Chi sono i radioamatori?"
Non trovo più quell'articolo per darvi i particolari, ma posso segnalarvi
le parti più salienti, quelle che maggiormente andarono a colpire la mia
curiosità, fosse solo per avere una situazione di confronto fra OM americani
e italiani. La mia attenzione fu attratta principalmente dal fatto che il sondaggio
americano andava di pari passo con la situazione degli OM italiani; cioè,
l'enorme divario che esiste fra i due Paesi, che sia il reddito della popolazione,
che sia il livello tecnologico, che sia la potenza industriale, ecc......si aveva
un analogo comportamento dei Radioamatori, cioè la " spinta "
che animava gli OM americani e quelli italiani era la stessa. Come dire che il
Cittadino di un Paese industrializzato, vive, e si circonda di tante comodità,
ovvero riesce a realizzare tante di quelle strutture da rendere migliore la qualità
della vita, rispetto alle note ristrettezze di un Cittadino di un Paese in via
di Sviluppo.
Il dato che maggiormente mi colpì fù:
- il buon 80% degli OM americani è formato da pensionati, da tanti curiosi
(che dopo qualche anno abbandoneranno l'attività), da coloro che non hanno
altro hobby, da coloro che avendo avuto qualche esperienza con la radio (vedi
tutti coloro che hanno avuto nelle mani la radio durante il Servizio militare)
e pensano di usarla secondo la regola, ovvero secondo la "disciplina"
che c'era quando svolgevano Servizio militare.
- il 15% è formato da coloro che attualmente svolgono attività con
la radio (addetti ai vari Servizi TLC delle Poste, dei Telefoni, degli Istituti
di vigilanza, della Protezione Civile, della Polizia, ecc.), cioè tutto
Personale che professionalmente usa la radio, tanto da "portarsela"
anche a casa, forse come sfogo alle tante frustrazioni della giornata, finalmente
ora è lui il "titolare" della stazione e può usarla come
meglio crede.
- il rimanente 5% sono i Tecnici puri, i montatori radio, gli istallatori di ponti
radio, gli addetti alle radio e tv locali, tutti coloro che lavorano presso ditte
specializzate nel settore delle TLC. Questi OM molto difficilmente li sentirete
mai in frequenza, a fare QSO per il semplice gusto di intrattenersi e fare "bla
bla".
Fate un pò mente locale e cercate di avvicinare questa situazione a quella
italiana; dalle mie conoscenze mi sembra sia simile!!! Il Docente del Corso di
Sociologia ci diceva sempre che quando un concetto, ovvero un comportamento non
era condiviso, bisognava rivoltare la "frittata", cioè prendere
il concetto dalla coda e risalire sino alle origini.
Non perdete di vista il titolo che ho voluto dare a queste mie note: "LA
COMUNICAZIONE" ed è di questa che desidero parlare.
Prendendo in esame una qualsiasi giornata e/o nottata di ascolto in radio, stimando
che in oltre 100 ponti ripetitori (quasi sempre muti) ci siano 500 Operatori a
parlare (HI), che la banda dei 40 mt. ci siano 100 Operatori (andate a verificare,
sono senzaltro di meno), che la banda dei 20 mt. ne troviamo ancora 20 , e che
ancora 200 su tutte le altre bande (che sono pochissimo usate), si arriva ad un
totale di 1000 OM italiani che nell'ambito della giornata ha acceso la radio;
tenendo conto che gli OM italiani sono oltre 20.000, si ha una bassa percentuale
(se non erro solo il 5%) di Radioamatori che usa la radio.
Cioè è facilmente intuibile che l'attività è "fallimentare",
anche tenendo "rispetto per le minoranze", la sostanza non cambia, cioè
il Radioamatore NON COMUNICA; se COMUNICARE significa dialogare con gli altri,
ovvero svolgere un compito con gli altri e/o fare per gli altri.
Ciò che sono i contenuti , i dialoghi che si scambiano nei QSO, ciò
che è la tecnica (sia come argomento che come procedura), ciò che
può interessare di tutto questo la società che ci circonda, è
un capitolo a parte, da analizzare con calma per verificare se si tratta di "passione",
di "sfogo" alle vicissitudini della vita, di "nullita'" verso
altre cose. Un fatto è certo, che le bande sono deserte e quei pochi dicono
inezie!!!
Noto che c'è una "corsa sfrenata" a montare Ponti, ad ottenere
nuove bande da assegnare ai Radioamatori, di nuove tecniche di trasmissione, di
link, di trasverter per manipolare più frequenze, di tecniche digitali,
di nuovi apparati con asservimento di nuove antenne, ecc.; l'unico elogio che
io faccio è a favore di tutti quei Radioamatori (il 5%) che si dedicano
con sacrificio, profitto, alla sperimentazione, al montaggio, di nuovi sistemi
che
mettono a disposizione di tutti gli altri. La mia esperienza non mi permette di
congratularmi con la stragrande massa di coloro che, pur avendo la Licenza, non
usano la Radio.
Cioè ci troviamo di fronte ad una Categoria di persone che, pur essendo
ABILITATE all'uso di apparecchiature per COMUNICARE con altri, NON sentono il
bisogno, NON sanno cosa TRATTARE, NON sanno DIALOGARE. Ecco perchè parlavo
di "situazione fallimentare"!!! E questo dipende tutto da noi!!!
E' impensabile che una fitta rete di ponti, di frequenze, di Operatori, NON abbia
una programmazione di Servizi, di compiti da svolgere, di impegni che possono
coinvolgere la società che ci circonda (tipo: contatti con gli studenti,
Corsi di Radiotecnica, incontri con le Scuole, assistenza tecnica alle Associazioni
di Volontariato, presenza frequente nel settore della Protezione Civile, assistenza
tecnica ai Radioamatori stessi, ecc.)
Mi rattrista il "ruolo" della categoria degli SWL che, avendo lo scopo
di "ricevere stazioni radio di Radioamatore", purtroppo in frequenza
NON trovano più nessuno.
Perchè non trasmettere un "notiziario per Radioamatori" su certe
frequenze, con certi orari? Perchè non si trova un "esperto"
per parlare in requenza di Radiotecnica, di Procedure e Codici Radio, di stazioni
utility, di CW, di Regolamento delle Radiocomunicazioni???
Fosse solo per dare uno "scopo" sia alla Licenza che abbiamo che ai
soldi che abbiamo speso per attrezzare la Stazione Radio.
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